Statistiche avanzate: scenari ed evoluzioni

Da anni ormai il basket, così come gli altri grandi sport americani, ha smesso di valutare le prestazioni di una squadra o di un giocatore attraverso il semplice “eye test”.

Sin dalla nascita della filosofia occidentale, le valutazioni su un qualsiasi fenomeno o aspetto ci spingono a quantificare oggettivamente, scientificamente quanto vediamo. Ci piace pensare che l’evoluzione delle statistiche avanzate nel mondo NBA proseguano su questa falsa riga. Quanto  sta producendo il giocatore “X” in questa stagione? Quanto ha giocato bene questa partita? Da queste domande nascono le prime advanced metrics come il P.E.R. ed il GameScore, concepite per dare un riferimento numerico alle prestazioni di un cestista. Poi si è andati ulteriormente avanti, nascono le Win Shares, le Win Shares per 48 minuti, sino ad arrivare al più moderno BoxPlusMinus. Tutte conquiste meravigliose per gli appassionati. Ma realmente, cosa ci offrono queste statistiche? Quelle appena citate sono state a lungo considerate come la bibbia dagli appassionati dei numeri, i riferimenti precisi per quantificare la grandezza di un giocatore, ma potrebbe non essere più così. Il Per, il GameScore, il BPM, non sono altro che meri riferimenti e non possono raccontare tutta la verità. Tutte queste metrics si basano sullo stesso presupposto: il box score. Gli assist, i punti, i rimbalzi, le stoppate, le rubate, le palle perse.

Un giocatore come Westbrook avrà sempre valori statistici “box score friendly” grazie alla sua ball dominance, ma possiamo asserire con certezza che produrre tanto in questi termini equivalga ad impattare una partita in maniera altrettanto forte? No. Da questo presupposto stanno nascendo nuove statistiche avanzate basate sull’impatto ed il plus minus, senza tralasciare completamente il boxscore. Westbrook ha realizzato una tripla doppia di media quest’anno, ma non compare nella top 10 del RealPlusMinus. Le sue ultime due stagioni, da molti considerate come fra le migliori di sempre (ed analizzando il solo apporto numerico lo sono) non compaiono fra le prime 15 per PIPM (PlayerImpactPlusMinus). Perché? Perché un boxscore pomposo non equivale necessariamente ad un grande impatto. Proseguiremo le nostre analisi cavalcando l’evoluzione che stiamo vivendo con il RealPlusMinus, con il PIPM, con l’Offensive Load, la BoxCreation senza dimenticare il caro e vecchio BoxScore perché sarà sempre un riferimento importantissimo, ma il futuro tende altrove.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *